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Si rammenta che sino al termine del periodo emergenziale, prorogato al 31 luglio 2021, gli accessi agli uffici saranno consentiti esclusivamente previo appuntamento da richiedere telefonicamente oppure tramite richiesta via posta elettronica. I recapiti telefonici per richiesta appuntamenti sono i seguenti: uffici di Pavia e Broni 0382304593, ufficio di Vigevano 038184033. I riferimenti mail per richiesta appuntamenti sono i seguenti: ufficio di Pavia info@uppi-pavia.it, ufficio di Broni broni@uppi-pavia.it, ufficio di Vigevano vigevano@uppi-pavia.it


In data 14/10/2019 è stato sottoscritto dai rappresentanti delle associazioni di categoria dei proprietari immobiliari e degli inquilini il nuovo Accordo Territoriale da applicarsi nell'ambito del territorio provinciale di Lodi. Cliccare su "Continua" per scaricare l' Accordo.


In data 15/07/2019 è stato sottoscritto dai rappresentanti delle associazioni di categoria dei proprietari immobiliari e degli inquilini il nuovo Accordo Territoriale da applicarsi nell'ambito del territorio comunale di Lodi e dei comuni con esso confinanti: Boffalora d'Adda, Cornegliano Laudense, Corte Palasio, Lodi Vecchio, Montanaso Lombardo, San Martino in Strada, Tavazzano Villavesco. Cliccare su "Continua" per scaricare il testo dell' Accordo comprensivo di allegati.




Lo stalking condominiale

Come ben noto, l'articolo 612 bis del Codice Penale definisce il reato di atti persecutori (il cosiddetto "stalking") quale condotta reiterata di chi minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La giurisprudenza è ormai concorde nel ritenere sussistente lo "stalking condominiale" laddove vi sia un condomino che esasperi i vicini tanto da costringerli a modificare le proprie abitudini di vita quotidiana per evitare le invasioni nella propria sfera di intimità e serenità personale nonché familiare (si veda tra le altre Cass. Pen. n. 26878 del 30.06.2016).

Cosa può fare allora il soggetto vittima di tali condotte?

Innanzitutto procedere alla querela dell'autore delle molestie, essendo il reato procedibile appunto a querela della persona offesa, salvo che la vittima sia un minore o disabile, casi in cui il reato diviene procedibile d'ufficio, e la stessa va sporta entro sei mesi dal fatto che costituisce reato.

In via preventiva è invece possibile rivolgersi al Questore, segnalando i comportamenti molesti.

In sede di querela è bene ricordare la possibilità di chiedere l'adozione di una misura cautelare ed in particolare si segnalano quelle previste dagli articoli 282 ter e 283 c.p.p., rispettivamente disciplinanti il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa ed il divieto o obbligo di dimora.

 



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